La fonderia a pressofusione viene chiamata anche fonderia in conchiglia sotto pressione ed è un procedimento di fonderia dove il metallo fuso, in genere alluminio o zama, viene iniettato ad alta pressione in uno stampo. Questo particolare procedimento è stato utilizzato inizialmente negli USA nella seconda metà dell’800.
Lo stampo utilizzato per la pressofusione è in realtà composto da 2 semi stampi, di solito in acciaio temprato. Data questa caratteristica dello stampo è possibile fondere solo materiali che hanno il loro punto di fusione ad una temperatura inferiore rispetto a quella con cui lo stampo è stato costruito.
I materiali che si fondono col procedimento della pressofusione sono in genere alluminio e zama (leghe di zinco). La pressione necessaria per iniettare il metallo da fondere è in genere piuttosto elevata e può andare da 20 a 1500 BAR. La pressione può venir mantenuta per l’intera durata del processo di pressofusione (finché il prodotto diventa solido). Il raffreddamento dello stampo è garantito dalla circolazione di liquido refrigerante all’interno dello stampo stesso tramite circuiti di termoregolazione.
Questo processo serve anche per raffreddare il pezzo all'interno dello stampo; il getto pressofuso, una volta solido e raffreddato, viene prelevato dai due semi stampi.
Il ciclo di pressofusione, nella nostra fonderia, è completamente automatizzato ed in grado pertanto di garantire una produttività molto alta.
Grazie al procedimento di pressofusione i getti in alluminio prodotti dalla fonderia La Cibek hanno tolleranze molto basse e una finitura migliore rispetto a sistemi più tradizionali di fusione (fusione in terra e fusione in conchiglia).
La pressofusione si suddivide in due grandi categorie:
pressofusione a camera calda e pressofusione a camera fredda.
La pressofusione a camera calda avviene grazie alla presenza di una fornace e pertanto consente un migliore controllo della temperatura di fusione ed una produttività più elevata grazie al prelievo diretto del metallo liquido dal serbatoio. Nel caso della pressofusione a camera calda, la pressione necessaria è inferiore rispetto alla pressofusione a camera fredda e difficilmente supera i 130/140 BAR.
La pressofusione a camera calda viene utilizzata essenzialmente per le leghe di zinco (zama) e consente una finitura superficiale elevata.
Con la pressofusione a camera fredda abbiamo un minor controllo della temperatura del getto liquido e una produttività inferiore in quanto è richiesto maggior tempo per iniettare il metallo fuso nello stampo. Per contro la pressofusione a camera fredda consente maggior flessibilità nella scelta del materiale adatto alla fusione. La pressione di esercizio in questo caso è in genere molto più elevata e può arrivare sino a 1500 BAR.
La pressofusione a camera fredda viene utilizzata essenzialmente per le leghe di alluminio. Viene utilizzata per le leghe di zinco qualora si richiedano al getto pressofuso caratteristiche meccaniche elevate; il grado di finitura superficiale delle leghe di zinco pressofuso a camera fredda è inferiore rispetto al grado di finitura delle leghe di zinco pressofuso a camera calda.